UNA SERA A MILANO
1976
Un episodio della storia di Alessandro Venturi.
LA DOMANDA DI ANNA
La cena si svolse in un locale piccolo, con i tavoli troppo vicini e i vetri appannati dalla pioggia. Alessandro aveva raccontato un episodio di redazione con l'aria di chi è abituato a usare il lavoro per riempire i silenzi. Anna lo ascoltò, poi gli domandò: “E quando non lavori, che cosa fai?”
Lui cominciò a rispondere parlando di libri, fotografie e viaggi. Anna lo interruppe sorridendo: “Quelli sono ancora modi di lavorare”. La domanda rimase sul tavolo. Alessandro guardò il piatto, cercò una battuta e infine ammise di non saperlo. Quella risposta, invece di creare imbarazzo, aprì la conversazione.
Decisero di farsi a turno domande alle quali non fosse possibile rispondere con una professione o con un luogo. Anna chiese quale rumore gli ricordasse l'infanzia. Alessandro disse le macchine della tipografia quando si fermavano tutte insieme. Lui le domandò quale oggetto non avrebbe mai buttato. Anna parlò di un biglietto ferroviario conservato dentro un romanzo. Uscirono dal locale quando le sedie erano già state sollevate sui tavoli.
Passeggiando sotto la pioggia, Alessandro si accorse che per tutta la sera non aveva preso appunti. Anni dopo Anna avrebbe indicato proprio quel particolare come l'inizio della loro storia: per la prima volta lui aveva lasciato che una conversazione esistesse senza prepararsi a raccontarla a qualcun altro.

Il tempo condiviso











