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In amorevole memoria di Alessandro

IL QUADERNO DI COMO

Tra carta e lago

Un episodio della storia di Alessandro Venturi.

NON SO ANCORA ABBASTANZA

Il quaderno aveva la copertina marrone e alcune pagine già usate da Teresa per gli esercizi dei suoi alunni. Alessandro lo recuperò da un cassetto e cominciò a scriverci senza un progetto. La prima pagina non conteneva pensieri solenni, ma una lista: il pescatore con il berretto scuro, la donna che aspettava l'autobus, il rumore delle casse nella tipografia, una finestra accesa dall'altra parte del lago.

Un pomeriggio decise di seguire con lo sguardo un uomo che ogni giorno attraversava la piazza alla stessa ora. Nel quaderno lo descrisse come triste. Qualche giorno dopo lo vide fermarsi davanti alla scuola e sollevare in aria una bambina che gli correva incontro. Alessandro tornò alla pagina, cancellò la parola triste e scrisse: “Non so ancora abbastanza”.

Quel piccolo errore gli rimase più impresso delle descrizioni riuscite. Capì che osservare una persona per pochi minuti non autorizzava a definirla e che una scena poteva cambiare significato quando compariva un dettaglio nuovo. Negli anni successivi conservò il quaderno proprio per quella correzione. Non era il primo testo ben scritto, ma la prima volta in cui aveva riconosciuto il limite del proprio sguardo.

Prima di partire per Milano aggiunse una frase nell'ultima pagina: “Tornare a vedere”. Sarebbe diventata, senza che allora potesse saperlo, una regola del suo lavoro.

Parole rimaste

Memorial Life Stories

Memoriale biografico fittizio creato a scopo dimostrativo.
Alessandro Venturi e tutti i contenuti presenti sono frutto di fantasia.

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Marco e il nonno
Le persone incontrate
Un pomeriggio qualunque
Il ritorno a casa
Una conversazione lunga
Il lago davanti alle montagne
Famiglia, nel tempo
Una pagina della memoria
Il gesto di guardare ancora
Appunti e fotografie sul tavolo
Un viaggio, una strada, una luce