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In amorevole memoria di Alessandro

LE LETTERE DELL'ARCHIVIO

Quello che resta

Un episodio della storia di Alessandro Venturi.

LE LETTERE DELL'ARCHIVIO

Dentro una cartella priva di etichetta Alessandro trovò una busta indirizzata a Carlo. Il francobollo non era mai stato applicato. La lettera risaliva probabilmente ai primi anni milanesi, ma non portava una data completa. Cominciava con una frase cancellata tre volte e proseguiva con il racconto di una giornata difficile in redazione.

Il punto più sorprendente non era ciò che Alessandro aveva scritto, ma ciò che mancava. La lettera si interrompeva appena prima di spiegare al padre perché avesse scelto di restare a Milano. Dopo l'ultima riga c'erano due pagine bianche. Alessandro non ricordava se avesse riscritto il messaggio, telefonato a casa o semplicemente rinunciato a spiegarsi.

Anna gli domandò perché conservare una lettera incompleta. Lui rispose che forse quelle pagine vuote erano la parte più onesta. Tra padre e figlio l'affetto era passato spesso attraverso gesti indiretti: un articolo piegato, una macchina fotografica riparata, un libro lasciato sul tavolo. Le spiegazioni arrivavano tardi o rimanevano sospese.

Alessandro rimise la lettera nella busta senza completarla. Sul dorso della cartella scrisse: “Cose non dette, non cose perdute”. Dopo la sua morte, Luca e Giulia la ritrovarono nello stesso punto. Decisero di non cercare una conclusione e di conservarla aperta, perché anche un archivio può rispettare ciò che una persona non è riuscita o non ha voluto terminare.

Lettere e quaderni dell'archivio

Memorial Life Stories

Memoriale biografico fittizio creato a scopo dimostrativo.
Alessandro Venturi e tutti i contenuti presenti sono frutto di fantasia.

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